Grignetta - Torrioni Magnaghi - Spigolo Falc - I Torrione - Grignetta - Torrioni Magnaghi - Bergamo Alps - Italy
Grignetta - Torrioni Magnaghi - Spigolo Falc - I Torrione

Grignetta - Torrioni Magnaghi - Spigolo Falc - I Torrione

Grignetta - Torrioni Magnaghi - Bergamo Alps - Italy

Information
Min / max altitude2040m
Duration1 day
Main facingSE
Route typereturn_same_way
GearUtile qualche cordino se si desidera integrare i tiri più facili
Source

Avvicinamento e attacco

sentiero n°1 Cresta Sinigaglia; all’altezza dei Magnaghi deviazione a sx a raggiungere le strutture, oppure Cresta Cermenati prendendo la deviazione verso destra appositamente segnalata. In vista dell’evidente armadio rosso del soccorso (che custodisce una barella) salire per facili tracce verso un avancorpo appoggiato al Torrione Magnaghi Meridionale, poco sopra la piazzola dove di norma ci si prepara alle salite. Presente una scritta anche se poco visibile, mentre ben visibili dal basso sono alcuni fittoni resinati, leggermente a destra dello spigolo dell’avancorpo.

Via

Attrezzata a resinati, spesso da collegare con cordino: le lunghezze più facili sono chiodate lunghe.

L# | | IV |

salire leggemente a destra dello spigolo dell’avancorpo fino al primo fittone, poi traversare ancora più a destra al centro della parete, verticale ma ottimamente appigliata con lame e maniglie. Dopo un terzo fittone, la verticalità diminuisce, ed il percorso ritorna verso lo spigolo che si segue facilmente fino in cima all’avancorpo: sosta su fittoni da collegare in una piazzola che divide l’avancorpo dal Torrione Magnaghi vero e proprio.

Traversare quindi a destra (viso a monte), superando lo spigolo: la seconda lunghezza si svolge lungo una placca che rimane subito dietro lo spigolo vero e proprio. Scritta sulla roccia, nessuna sosta (ma la cengia è larga e non pone problemi di sicurezza).

L# | | V+ |

salire su roccia inizialmente lavorata, poi in placca, seguendo gli evidenti fittoni e superando un tratto su placca a tacche fino al fittone successivo, posto sopra uno strapiombino, superabile direttamente o traversando a sinistra su roccia piuttosto liscia ma con buoni appigli per le mani: il fittone seguente è subito sopra lo strapiombino. Da quì la parete diventa via via più lavorata e conduce in breve, alla comoda sosta su due fittoni da collegare. Insieme alla prima è la lunghezza migliore della via.

L# | | IV |

Salire direttamente sopra la sosta, o leggermete a destra per una specie di rampa. Roccia lavorata e difficoltà discontinue, quindi lo spigolo spiana fino ad arrivare alla comoda sosta su cengia.

L# | | III+, II |

in obliquo a destra (fittone) per placche lavorate, e poi per una specie di canalino che passa tra due risalti, con percorso evidente e semplice.

L# | | III |

caratteristiche simili alla precedente: risalti semplici e discontinui, senza caratteristiche particolari. Con questo tiro si arriva alla larga cresta sommitale del Torrione: sosta su due fittoni.

L# | | II |

per roccette semplici salire a destra fino all’evidente roccione sommitale, ove si sosta su due fittoni da collegare.

Discesa

in vetta tenere la dx (E) e scendere pochi metri, ad incrociare la prima delle soste per le calate sulla via normale (25m). Disarrampicando ancora (10-15m) e aggirando leggermente verso l’intaglio con il Torrione Centrale, si perviene alla sosta che permette di affrontare “il passaggino”, ovvero il tiro (IV+) che permette di salire il Torrione Centrale per continuare la salita concatenadola ad una via sul Torrione Settentrionale. E’ questa la soluzione più consigliabile.

Descrizione del “passaggino” (IV): superato l’intaglio tra i due torrioni salire verticalmente su maniglie un po’ unte fino ad un vecchio chiodo con anello, subito seguito verso destra da un fittone resinato. A questo punto si sale ancora un po’ verso destra per poi deviare verso sinistra in diagonale, seguendo una specie di rampa che porta ad una sosta collegata con catena di calata (scritta “ORANSODA”).

Discesa al Torrione Settentrionale (forcella del GLASG): salire verso l’evidente chiodo e proseguire dritti lungo la crestina, incontrando un fittone resinato con anello di calata. Di qui scendere verso sinistra disarrampicando con attenzione un canalino (II), alla cui base inizia un cavo metallico che conduce alla forcella del GLASG. Qui è possibile concatenare altre vie, come la Bartesaghi] o la Lecco]. Ambedue escono in vetta, da dove si scende a piedi.

Belli soprattutto i primi tre tiri, poi possibile anche proseguire in conserva data la chiodatura lunga e le basse difficoltà.

Creative Commons logo

The text and images in this page are available
under a Creative Commons CC-by-sa licence.