Punta della Rossa - Spigolo SE - Rothorn - Ticino Alps - Goms - Italy
Punta della Rossa - Spigolo SE

Punta della Rossa - Spigolo SE

Rothorn - Ticino Alps - Goms - Italy

Information
Min / max altitude1630m / 2813m
Duration1 day
Main facingSE
Route typeloop
GearDue mezze o una singola, qualche friends, nuts, cordini
Source

Classica alpinistica su roccia del Devero.

Relazione tratta da: http://scuolaguidodellatorre.interfree.it/relazioni/roccia/PuntaDellaRossa-spigoloSudEst.html

Attacco

Dall’Alpe Devero (val d’Ossola - val di Devero) seguire le indicazioni per il Passo della Rossa, arrivando fino ai Piani delle Rossa, nei pressi di un caratteristico enorme macigno. Da quì lasciare il sentiero che procede verso destra, e salire invece a sinistra, per tracce ed ometti. Questi ultimi si perdono in corrispondenza di una pietraia: continuare comunque salendo progressivamente verso destra, in direzione della cresta che dalla Bocca della Rossa sale alla base della Punta. Man mano che si sale la pietraia lascia il posto ad un ripido pendio detritico, che si risale fino alla base di una fascia rocciosa che cinge la cresta. Non superarla direttamente, ma attraversare verso destra (continuando ad alzarsi) seguendo facili sistemi di cenge, a tratti esposti, fino ad arrivare in cresta. Da quì volgere a sinistra salendo per tracce di sentiero e ometti fino ad un terrazzo alla base dello spigolo, terrazzo contraddistinto da un ometto e da una scritta incisa sulla roccia (“R MG 70”). (2h00/2h15) Dai Piani della Rossa è anche possibile rimanere sul sentiero per il Passo della Rossa, salendo fino alla Bocca della Rossa (m. 2392, superando cioè la bastionata da cui parte la cresta che unisce la Bocca alla base della Punta). Dalla Bocca della Rossa volgere a sinistra, attraversando una pietraia di enormi blocchi (una serie di ometti indica il percorso meno disagevole) e poi tracce ed ometti che conducono al medesimo punto in cui si arriva con il percorso più diretto sopra descritto. Questa seconda soluzione richiede più tempo (2h15/2h30), ma è meno esposta, e sicuramente consigliabile come via di discesa se si torna a corde doppie alla base dello spigolo, anzichè scendere per la via normale.

Discesa

Esistono due possibilità:

  1. discesa a corde doppie: dall’ultima sosta della via spostarsi a sinistra, ignorare una prima calata con catena e tre spit, e spostarsi ancora a sinistra, fino ad individuare una sosta costituita da due spit e anello di calata. Si tratta delle soste/calate della via “Mania Verticale”. Fare attenzione: la calata di partenza è posta proprio sull’orlo della parete! Da quì si scende con 7/8 doppie anche lunghe (necessarie due corde) e le varie soste si individuano abbastanza facilmente. Quasi al termine delle calate si arriva su una specie di zoccolo basale: da quì occorre scendere alcuni metri per raggiungere l’ancoraggio successivo, che si riesce a raggiungere invece direttamente (al pelo!) solo nel caso in cui si utilizzino corde da sessanta metri. Giunti alla base della parete, il terrazzo di partenza si trova poche decine di metri a destra (viso a monte). Da quì ridiscendere a valle preferibilmente passando dalla Bocca della Rossa in due ore scarse;
  2. discesa per la via normale: dalla cima scendere verso sinistra seguendo i numerosi ometti, per saltini rocciosi e placche abbastanza semplici. Giungere ad un terrazzo con molti ometti da cui ci si cala con due brevi doppie, oppure arrampicando. Per tracce di sentiero si scende al Piano Alto della Rossa, poi al Piano della Rossa, tornando infine al Devero. (2h30/3h00).

Nota: la discesa in doppia consente di arrampicare più leggeri, lasciando eventuale materiale in eccesso all’attacco della via. La discesa diventa però complessivamente più lunga rispetto a quella lungo la normale, circa un’oretta in più. D’altronde, se si scende per la normale, occorre portarsi in via tutto, poichè non si ripassa dall’attacco… A voi la scelta! La discesa a doppie potrebbe essere preferibile dopo piogge o recenti nevicate, che renderebbero complicata (e pericolosa) la via normale.

Attrezzatura: soste attrezzate, di solito con due spit da collegare. In via qualche chiodo e spit, da integrare con dadi/friend/cordini.

Tipo di roccia: serpentino.

Periodo consigliato: estate.

Tempo salita: 3h30.

Relazione

Lunghezza 1, II, III, IV, 40/45 metri: dal terrazzo salire a sinistra per rocce semplici, arrivando, dopo una ventina di metri, ad un’ulteriore terrazzo, alla base di un salto verticale (fin quì II/III). Salire verso destra seguendo una lama, leggermente strapiombante in partenza, e poi una rampa. Traversare un poco a destra in discreta esposizione per portarsi su di una placca compatta, più semplice, che si risale direttamente. Sosta su chiodi, qualche chiodo di passaggio.

Lunghezza 2, III, 40 metri: salire direttamente uno spigolino un po’ esposto proprio sopra la sosta, oppure, più semplicemente, salire un poco a sinistra della sosta. Più sopra si prosegue per placche compatte semplici, piegando infine a destra per arrivare al bordo di un terrazzo. Sosta su spit.

Lunghezza 3, passo di IV, 45 metri: attraversare il terrazzo entrando a sinistra in un ampio canale che si risale. Superare una prima strozzatura, spostarsi a destra per evitare una fessura strapiombante, e superare, leggermente in obliquo a sinistra, il successivo breve risalto (singolo passaggio strapiombante, faticoso ma ben appigliato). Sosta su spit. Secondo il primo riferimento bibliografico indicato, la via passerebbe più che nel canale, sul suo spigolo destro, con un tratto di IV non proteggibile, per attraversare poi più sopra a sinistra. Non abbiamo verificato questa soluzione.

Lunghezza 4, II, III, 35 metri: risalire per placche e roccette verso sinistra, superando una targa commemorativa (possibilità di sosta, evitabile). Proseguire ancora piegando sempre leggermente a sinistra e salendo per diedrini superficiali e placchette. Ancora decisamente a sinistra fino alla base di un netto risalto. Sosta un po’ “appesa” su spit.

Lunghezza 5, passo di V- in partenza, poi semplice, 35 metri: le difficoltà sono concentrate nei primi metri, nel cosiddetto “passaggio della mano”. Alzarsi per quanto possibile, tenersi con la sinistra nella fessura di fondo posta poco più sopra, puntare il piede destro ed allungarsi ad afferrare con la mano destra alcune scaglie lontane. Si sale così sulla placca sovrastante, proseguendo fino ad uno spit, e attraversando poi obliquamente verso destra, su difficoltà elementari, fino a superare lo spigolo. Sosta su spit.

Lunghezza 6, IV, 25 metri: dalla sosta ritornare un poco a sinistra, e salire fino ad imboccare un bel diedro leggermente inclinato a destra, che si risale per una quindicina di metri (due chiodi ed uno spit). Dallo spit rimanere un po’ esterni a destra arrivando al termine del diedro (chiodo), ed uscendone quindi a sinistra. Si sosta stando in piedi su una grande lama staccata dalla parete retrostante, su cui è posta la sosta.

Lunghezza 7, III+, IV, 40 metri: la grande lama staccata costituisce il cosiddetto “passaggio del caimano” (sembra in effetti la bocca spalancata di un caimano). Risalire la lama per almeno dieci metri, in bella esposizione, fino al suo punto più alto. Quì passare sulla parete, con un passo relativamente semplice. Una volta sulla parete risalire una specie di cengia verso destra (un paio di chiodi) e poi una bella paretina verticale e lavorata (due chiodi).

Lunghezza 8, II, 40 metri: salire obliquamente a sinistra per rocce semplici, evitando alcuni risalti, fino ad una comoda sosta su ampia cengia.

Lunghezza 9, IV, 20 metri: dalla sosta a destra di pochi metri fino a prendere una larga fessura verticale, che sale di alcuni metri. Al suo termine spostarsi un poco a destra e proseguire ancora in verticale arrivando alla base di un canale-camino che sale obliquamente verso sinistra. Sosta su due spit poco visibili.

Lunghezza 10, III+, IV+, 25 metri: salire il canale-camino o il suo spigolo di sinistra, fino ad un’ultima breve paretina (IV+) da cui si esce alla sosta al termine della via.

Da quì, corde in spalla, risalire per roccette e tracce di sentiero per un centinaio di metri fino alla larghissima vetta (libro di vetta). Per la discesa in doppia ritornare all’ultima sosta prima di spostarsi a sinistra alla ricerca dell’ancoraggio di calata.

Note: roccia salda e ruvida, con pochi detriti, in ambiente magnifico. Chiodatura essenziale, non sempre integrabile nei tratti semplici, per la compattezza della roccia. Lo spigolo è tale solo dal Devero: una volta all’attacco ci si accorge che la salita, più che su uno spigolo, si svolge lungo una parete, alla ricerca dei punti più deboli. Nel periodo in cui abbiamo fatto la salita, la zona di parcheggio per le auto al Devero era a pagamento (5 euro), pagamento che si poteva effettuare al mattino presso un gabbiotto a bordo strada prima della sbarra (se qualcuno era già presente), o, allo stesso gabbiotto, scendendo il pomeriggio.

Relazione tratta da: http://scuolaguidodellatorre.interfree.it/relazioni/roccia/PuntaDellaRossa-spigoloSudEst.html

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