Tresero → Cevedale - Pizzo Tresero - Ortler - Italy
Tresero → Cevedale

Tresero → Cevedale

Pizzo Tresero - Ortler - Italy

Information
Min / max altitude2500m / 3796m
Duration2 days
Route typetraverse
GearMateriale classico da ghiaccio.
Glacier gear required
Source

Dal Rifugio Berni al Passo Gavia si sale con sentiero n. 41 al bivacco Seveso (9 posti), 100 m sotto la cima del Tresero, per l’itinerario http://www.camptocamp.org/routes/57929/it/pizzo-tresero-cresta-sw . In realtà si può salire più in alto sul ghiacciaio e prendere la cresta a monte del bivacco con una corda fissa posta su uno scivolo terroso. Ormai il materiale da ghiaccio non serve quasi più (luglio 2007). Da qui lungo la cresta sud-ovest, aggirando a sinistra eventualmente un risalto roccioso, si raggiunge la vetta del Tresero (3594 m). Si scende alla selletta e divertenti roccette di primo grado conducono sulla Punta Pedranzini (3599 m). Si scende e si supera la Cima Dosegù (3560 m) senza particolari difficoltà (possibili cornici) e per cresta nevosa si raggiunge la sella (3500 m) sotto al S.Matteo. Si sale la cresta nevosa N-O seguita dai primi scalatori nel 1865 , che presenta pendii fino a 45° e le cui condizioni cambiano ogni anno, e si raggiunge la vetta del San Matteo (3678 m)http://www.camptocamp.org/routes/55082/it/punta-san-matteo-traversata-dal-pizzo-tresero . Dalla vetta si scende su pianori ghiacciati e crepacciati, si aggira a settentrione la vetta del Monte Giumela (3596 m), che si può raggiungere in pochi minuti, e si scende velocemente verso il Colle degli Orsi (3304 m) il punto più basso dell’intero percorso. Poco sopra del colle è sito il bivacco Meneghello (6 posti). Si risale dal colle lungo lo spallone prima ghiacciato poi per sfasciumi che conduce alla Punta Cadini (3524 m). Si ridiscende all’omonimo colle e si attaccano le rocce della cresta sud della Rocca Santa Caterina (3529 m). Mantenendosi sul filo della cresta si supera un aereo ed affilato tratto pianeggiante dopodichè si perviene ad un intaglio sottostante alla verticale peretina che si supera direttamente per fessura con catena e gradini metallici. Raggiunta la Rocca, si supera e si giunge in breve alla Cima di Pejo (3549 m) dalla quale, sempre per cresta, con facili saliscendi e superate elevazioni minori, si raggiunge la Punta Taviela (3612 m). La discesa da essa presenta i passaggi più delicati dell’intera traversata delle Tredici Cime. Con abbondante neve ci si porta all’estremità orientale della vetta e si discende un canalino all’inizio piuttosto ripido, obliquante verso sinistra e dominante il Col del Vioz. Se il versante è asciutto, si scende per tracce su sfasciumi poco stabili seguendo i bolli di vernice gialla. Sono stati attrezzati anche degli ancoraggi per eventuali doppie (consigliata almeno la prima) e sono state posizionate due catene. Prestare attenzione alla presenza di altre cordate per la presenza di parecchie pietre. In breve al colle (3330 m). Da qui con monotona e intuitiva salita, delicata nell’ultimo tratto (evidenti bolli gialli) si arriva sulla cima Linke e da qui con un breve tratto di ghiacciaio si arriva in vetta del Monte Vioz (3645 m), a pochi minuti dalla quale, sulla cresta sud, è sito il Rif. Mantova/Vioz. Dalla vetta del Vioz un lenta e dolce discesa su ghiacciaio conduce, verso settentrione, al Passo della Vedretta Rossa (3405 m) e qui risalendo un conoide di neve si perviene alla rocciosa cresta sud-ovest del Palon della Mare (3703 m) facile e con tracce di sentiero sino alla vetta. Ancora facile discesa su ghiacciaio sino al Col de la Mare (3442 m), poco sopra il quale, ben visibile anche da lontano, è ubicato il bivacco Colombo (9 posti). Per rocce si traversa la cresta fino al Monte Rosole (3536 m); mantenersi nella parte centrale sul filo di cresta (evidenti segni di ramponate, presenti anelli che permettono di calare/ assicurare nei tratti più delicati). Dalla cima del Monte Rosole (3536 m) si scende all’omonimo Passo (3502 m). In salita si superano due omogenee spalle nevose e si tocca la vetta del Cevedale (3769 m), punto più alto dell’intera traversata. Lungo la via normale di salita sul suo versante nord, attraverso pianeggianti distese ghiacciate facendo attenzione ai crepacci si giunge al Rif. Casati (3269 m. Da qui con comodo sentiero prima e per mulattiera poi si scende al posteggio dei Forni.

Itinerario tecnicamente facile ma impegnativo per la lunghezza. Si può effettuare in uno, due o tre giorni, sia partendo dal Rif. Berni e arrivando alla Casati, sia in senso contrario. Vi sono varie possibilità di pernottamento in quanto lungo il percorso oltre ai rifugi vi sono ben tre bivacchi: Seveso sotto al Tresero, Meneghello al Colle degli Orsi, Colombo al Col della Mare. Vi sono anche varie possibilità per abbandonare l’itinerario. Lungo tutto l’itinerario sono presenti i resti dei baraccamenti italiani e austriaci della guerra 15-18. I punti tecnicamente delicati sono due: la paretina sotto la Rocca di Santa Caterina e la discesa dalla Punta Taviela. La paretina (5m, IV-) attualmente è attrezzata con una catena, quindi non presenta particolari difficoltà nei due sensi. La discesa dal Taviela è stata recentemente attrezzata e segnata, ma è ripida e quasi tutta su sfasciumi. Molto panoramica e, se si vuole, con bei e divertenti passaggi di arrampicata attorno la Rocca. Da consigliare per aver un ampio sguardo sul gruppo del Tresero-Cevedale.

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