Punta Parrot - Via degli Italiani - Parrotspitze - Valais E - Pennine Alps E - Switzerland
Information
Length9492m
Min / max altitude4438m
Duration2 days
Main facingS
GearCorda da 30 m, un paio di friend, cordini, due attrezzi ed un paio di viti da ghiaccio
Glacier gear required
Source

Accesso stradale: Autostrada A4 Milano - Torino sino al bivio con la A26 per Gravellona Toce (poco dopo l’uscita di Biandrate). Seguire la A26 sino all’uscita di Romagnano Sesia e quindi per la SS299 della Valsesia si giunge ad Alagna Valsesia (150 km da Milano). Portarsi al termine del paese in prossimità del grande piazzale del Wold. Qui una navetta conduce sino alla località Acqua Bianca (2.5 Euro A/R oppure 1.5 Euro per la sola A).

Accesso alla Capanna Gugliermina: Dalla località Acqua Bianca (1500 m) seguire la mulattiera ben tracciata e giunti al primo bivio prendere alla propria sinistra per il Rifugio Pastore. In breve si raggiunge il suggestivo ponte coperto sul Sesia e quindi l’alpe Pile dove sorge il Rifugio Pastore (1575 m). Giunti in vista del rifugio contornare sulla destra il pascolo ed imboccare il sentiero (segnavia 6 e 6a). Transitare per un alpeggio e giunti ad un bivio lasciare a sinistra la deviazione per il rifugio Crespi Calderini e prendere invece a destra seguendo il segnavia 6. Il sentiero si snoda poco marcato (segnavia bianco-rossi) tra radure e cespugli nei pressi del fondovalle supera un primo torrente tramite un tronco e poi un secondo più impetuoso dove è necessario un guado. A circa 2000 m di quota il sentiero, ancora poco marcato, inizia ad alzarsi più deciso e sulla propria destra si scorge il Rifugio Barba Ferrero (2247 m). A circa 2200 m di quota, il sentiero si fa più definito (si innesta la traccia proveniente dal Rifugio Barba Ferrero) ed inizia ad inerpicarsiripido sul culmine della morena del Ghiacciaio delle Piode. A circa 2600 m di quota il sentiero incontra una zona meno ripida (neve) per poi riprendere a salire, sempre lungo il filo della morena, sino a circa 2850 m di quota. Quindi piegare a sinistra ed attraversato un impluvio di rocce instabili o neve riprendere la traccia (presenti sempre i segnavia) che percorre l’ampia cengia posta a sbalzo sul Ghiacciaio delle Piode. Giungere sin quasi alla cascata, a circa 3000 m di quota, dove ha inizio il tratto attrezzato del percorso. Superare un breve ripido tratto attrezzato con cavi e poi per detriti (chiazze di neve ad inizio stagione) compiere un lungo traverso ascendente verso destra raggiungendo infine la Capanna Gugliermina (3212 m), un vero e proprio nido d’aquila. La capanna è ben tenuta e confortevole, dotata di locale cucina (bobola a gas e stufa a legna), dormitorio e bagno oltre che di luce elettrica.

Itinerario: Prendere la traccia che si diparte dal retro della capanna e in breve raggiungere un nevaio che si percorre mantenendosi sul suo margine sinistro sino alla base di uno sperone su cui è presente una lettera P. Aggirare sulla destra lo sperone e raggiungere il culmine del nevaio alla base di un canale con segni di crollo (circa 120 m di dislivello dalla capanna). Qui è possibile giungere anche seguendo le rocce poste alla sinistra del nevaio (numerosi ometti). Ora per facili rocce ben appigliate salire verso sinistra e poi per detrito e roccette (ometti) portarsi alla base dell’ampio sperone che caratterizza la parte inferiore dell’itinerario (questa prima parte è bene visionarla il giorno prima della salita). Risalire interamente il largo dosso senza percorso obbligato per detrito e facili rocce (I e II) raggiungendo il margine orientale del Giacciaio delle Piode a circa 3650 m di quota. Salire il ghiacciaio, superare la crepaccia terminale ed approcciare le rocce della porzione superiore dello sperone. La prima parte sopra la crepaccia terminale può presentare qualche problema di scelta dell’itinerario, mantenersi di preferenza al margine destro dello sperone cercando il passaggio migliore (segni di ramponi sulle rocce) superare un paio di risalti più ripidi (II e passi di III). Proseguire poi senza particolari difficoltà con la cresta che si va progressivamente assotigliando. Mantenersi di preferenza sul filo di cresta, dove la roccia è più solida (II) e solo in brevi tratti abbassarsi sui fianchi ad attraversare zone con roccia meno stabile. A circa 4100 m di quota si giunge alla base dell’ampio pendio nevoso che contraddistigue la parte sommitale della montagna su questo versante. Salire su terreno nevoso poco inclinato e poi piegando progressivamente verso sinistra contornare le rocce afioranti del ghiaccio per salire poi direttamente su terreno ripido (45°) sino alla cresta nevosa sommitale ad un centinaio di metri dalla vetta.

Discesa: La discesa avviene per la nevosa cresta W per poi abbassarsi al Colle del Lys da dove si segue la pista sul ghiacciaio che porta alla Capanna Gnifetti.

Salita in uno dei settori più selvaggi del massiccio del Monte Rosa. Già la salita alla remota Capanna Gugliermina è un bel viaggio. Tecnicamente non impegnativa ma molto lunga. Via non molto ripetuta.

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