Pilastri del Lago - Via del Gaggia - Pilastri del Lago - Engadin - Disgrazia - Italy
Pilastri del Lago - Via del Gaggia

Pilastri del Lago - Via del Gaggia

Pilastri del Lago - Engadine - Disgrazia - Italy

Information
Min / max altitude2220m / 2400m
Duration1 day
Main facingN
Route typeloop
Gear- corde da 60m - friend da 0.5 a 2 Camalot
Source

Il tracciato sale su una bella struttura di serpentino denominata “Pilastri del lago”, correndo sull’estrema sinistra della parete, circa 15-20 metri a sinistra della nota via “Caprice”. Ha un’esposizione nord (consigliati i mesi estivi e un clima asciutto) e offre 7 tiri piuttosto lunghi (35-50 metri), con difficoltà media di 5a e pochi passaggi tra il 5c e il 6a+.

Accesso

Attacca in corrispondenza della sommità della conoide detritica del diedro canale che caratterizza l’estrema sinistra dei “Pilastri del Lago” (struttura rocciosa immediatamente a dx della Diga di Campo Moro, in Valmalenco). Targhetta con il nome della via alla base, primo fix a circa 4 m, ben visibile sulla placca. 10 minuti a piedi dalla Diga di Campo Moro.

Via

L# | 5c | 35m | Salire la prima placca fino ad un obliquo a sinistra che propone alcuni passi di decisione; la linea di salita è ben indicata dai fix presenti 6 fix e sosta attrezzata S1 L# | 5b | 45m | Salire per facile rampette verso destra (2 fix piuttosto distanziati) fino a giungere, puntando a sinistra, ad una placca spesso umida che si sale delicatamente (3 fix) 5 fix e sosta attrezzata S2 L# | 5b | 30m | Tralasciando una linea di fix completamente a sinistra (roccia sempre bagnata) , si sale per rocce rotte piegando leggermente a sinistra per puntare a uno spigolo/diedro, passato il quale si raggiunge facilmente una comoda cengia erbosa. Si incontrano due soste: una alla fine del tiro, prima della cengia; una all’attacco del tiro successivo, dopo la cengia. Si consiglia di utilizzare la prima per un’eventuale discesa in doppia e direttamente la seconda per l’assicurazione in salita. 3 fix e 2 soste attrezzate S3 L# | 5c | 30m | Superare il muretto iniziale con alcuni passi delicati (comunque ben protetti), per giungere in una zona più rotta e più facile ma meno protetta (comunque ben proteggibile con friend e dadi). Proseguire logicamente fin sotto un evidente muro leggermente strapiombante 3 fix e sosta attrezzata S4 L# | 6a+(A0) | 60m | Forzare il muro sfruttando il diedro sulla sua destra, con difficile ristabilimento (passo chiave della via). Proseguire per placchette con fessure superficiali fino ad una zona dove la roccia diventa più scura, da qui spostarsi lungamente in diagonale verso sx (seguendo la linea imposta dai fix), fino a sbucare su un’ampia e comoda cengia erbosa 9 fix e sosta attrezzata S5 L# | 5c | 25m | Risalire direttamente lo spigolo soprastante per roccia scura verticale e ben lavorata, ma un poco muschiosa (3 fix). Dopo circa 10 m la roccia di abbatte e, spostandosi leggermente a sx per facili roccette si raggiunge la sosta (poco più in alto rispetto a quella della via Caprice, che lasciamo sulla nostra dx) 5 fix e sosta attrezzata S6 L# | 3b | 20m | Salire ancora verso sinistra per facile rampetta obliqua, poi direttamente fino alla sosta attrezzata su un grosso masso oltre il quale troviamo il bel praticello di vetta 1 fix e sosta attrezzata S7

Discesa

A piedi

Semplice ma non ovvia, comunque segnalata da ometti. Dalla cima scendere sul versante opposto a quello di salita verso la Val Poschiavina, facendo attenzione (soprattutto in caso di nebbia) ad alcuni risalti rocciosi; raggiunto il pratone di fondovalle, puntare a sinistra per evitare altri salti rocciosi fino a raggiungere un muretto in cemento. Da qui, superando un passaggio astuto e non evidente (ometti) si raggiunge la strada che riporta verso la Diga. Il tutto in circa 30‐40 minuti.

In Corda Doppia

Con la prima doppia scendere per 45 mt fino a S5 sulla cengia; da qui individuare la sosta della via Caprice (a dx, faccia a monte, rispetto a S5) e calarsi su quella linea con due doppie di ca 35 m che riportano alla prima cengia (S3 della Via del Gaggia). A questo punto, due doppie sulla stessa linea già percorsa in salita riportano all’attacco della via.

  • Periodo consigliato: estate, fino ad autunno non inoltrato. Il sole, anche nei periodi estivi, arriva tardi sulla parete. Si consiglia di non attaccare la via prima delle 10.00 e di privilegiare i periodi “asciutti” (la parete può restare bagnata in molti tratti dopo una giornata di pioggia).  

  • Sviluppo: 250 m

  • Difficoltà: 5c, con un passo di 6a+ /A0

  • Attrezzata a fix da 10 mm (soste con doppia maglia rapida e cordone di giunzione) ma non in modo “sistematico”: se i tratti chiave sono ottimamente protetti, quelli facili possono invece presentare una distanza che invoglia a integrare con dadi e friend.

  • La si può discendere in doppia (nel caso: obbligatorie due corde da 60 metri) ma è consigliata la discesa a piedi (dalla cima si scende sul versante opposto, in Val Poschiavina, e si torna poi alla base piegando verso sinistra, per prati e sentiero, in ca 35 minuti).

  • NB: nella lunghezza 5, per arrivare da sosta a sosta, è necessaria una corda da 60 metri.

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