
Details
Malgrado la presenza di qualche cengia erbosa che ne spezza la continuità, questo itinerario moderno risulta piacevole e interessante, sia per la qualità della roccia, pressoché ottima su tutto il percorso, che per la varietà dei passaggi: placche delicate, strapiombi atletici, muri verticali lavorati. In particolare la sezione centrale, lungo una sorta di affilato spigolo, offre una bella esposizione e richiede un discreto impegno. Quanto al muro terminale si aggirano dapprima i tetti basali per una facile rampa, indi si supera lo strapiombo lungo un muro incredibilmente ricco di appigli e tacche, che è sembrato meno impegnativo di quanto dichiarato dagli apritori (6c+). Attrezzatura ottima e lunghezze brevi.
Avvicinamento
Salire lungo la strada o per evidente sentiero (più diretto) fin sotto la diga. Raggiungerne la sommità e costeggiare il lago lungo la stradina che porta in Val Poschiavina. Duecento metri prima della galleria risalire per pietraie il pendio sottostante l’evidente parete, raggiungendo l’attacco, collocato all’estremità destra della rampa erbosa, in prossimità di una freccia gialla col n° 16 (attacco della via Camino Lea). Mezz’ora di avvicinamento, tre ore per la via, un’ora scarsa di discesa.
Via
Da completare… Vedere schizzo.
Discesa
Con una doppia da 30 metri si raggiunge la prima cengia erbosa. La soluzione più comoda (e per noi consigliata) è percorrerla in direzione Val Poschiavina, raggiungendo dapprima vallette amene e laghetti, indi scendendo verso la strada nei pressi della croce in legno (percorso indicato da numerosi ometti e comune a quello per la via “Quasi quasi”). Di qui a ritroso alla Diga e al parcheggio. In alternativa gli apritori segnalano che si può scendere in doppia fino alla base, oppure evitare le ultime due lunghezze scendendo a piedi per un sentiero a bolli rossi.
- 8 lunghezze
- Impegno: 1-via corta, con breve avvicinamento, facile discesa, ambiente solare
- Attrezzatura: via moderna attrezzata a spit - spittatura normale, come quella utilizzata in falesia (S1)
- Roccia: serpentino
- Accesso stradale: Lecco Colico Sondrio - Val Malenco Lanzada Franscia Campo Moro. Parcheggiare al termine della strada che costeggia il primo lago, in un grande piazzale sotto la diga di Gera, prima della sbarra.
- Logistica: Rifugio Zoia (2021 m) tel. 0342 451405

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