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Avvicinamento
Da Pranzaira si sale in funivia o per sentiero fino alla diga dell’Albigna. Attraversatala interamente, si abbandona il sentiero per la Capanna e si devia a sinistra, per una zona di blocchi e roccette, in leggera ascesa, fino a entrare nel canale che porta all’attacco, che è sul fondo dello stesso. Ignorare i fix della via moderna che attacca sulla parete di sinistra. Mezz’ora dall’arrivo della funivia (due ore abbondanti se si sale a piedi da Pranzaira)
Via
- 1° TIRO Risalire il diedro senza incontrare rilevanti difficoltà, prestando attenzione alla roccia un po’ instabile e ciuffi d’erba scivolosi. Sostare al di sotto di uno strapiombetto su vecchi chiodi (III e IV-).
- 2° TIRO Superare direttamente lo strapiombetto e poi, con un passo delicato, traversare a sinistra e continuare più facilmente andando a sostare al di sotto di alcuni evidenti strapiombi gialli (IV+ e IV).
- 3° TIRO Facilmente si procede ancora verso sinistra raggiungendo uno spigoletto che permette di salire presso lo sbocco di un canale franoso. Qui inizia il percorso della variante: lasciando la via originale sulla sinistra, seguire gli spit che superano un saltino sul bordo sinistro del canale e che conducono ad una sosta alla base di una parete verticale (III e IV. Il tiro è molto lungo, ma è possibile spezzarlo presso lo sbocco del canale).
- 4° TIRO Seguendo gli spit sulla destra, salire direttamente la parete e vicere un passo leggermente strapiombante fino a raggiungere la sosta successiva (V).
- 5° TIRO Ancora dritti in parete, piegando decisamente a sinistra nella parte alta andando a raggiungere il filo dello spigolo su cui si sviluppa la via originale e presso il quale si sosta (V).
- 6° TIRO Salire lungo il filo dell’aereo spigolo roccioso e superare un marcato risalto poggiando sul versante sinistro dello stesso (III+).
Proseguire con percorso via via più facile risalendo il lato sinistro dello spigolo fino a tornare presso il suo filo, in questo punto pittosto tondeggiante ed adagiato (III e II). Da qui in poi si può anche procedere in conserva perchè le difficoltà diventano minime (in alcuni tratti si cammina e in altri si arrampica su difficoltà di II e III). Il percorso è comunque molto logico ed è difficile sbagliare. Più avanti si supera un ripido muro (qui abbiamo fatto un tiro di corda di IV-), poi un altro tratto facile adduce al passaggio più caratteristico di tutta la salita: improvvisamente lo spigolo si assottiglia a lama di coltello estremamente aereo. Con un primo tiro di corda si supera un tratto poco ripido (III, sosta su un vecchio chiodo sul lato destro dello spigolo), poi si continua su un’esposta placchetta restando leggermente a sinistra (III+). L’ultimo tratto di percorso non presenta altri punti delicati fino alla sommità dell’anticima Ovest del pizzo Balzetto. Per raggiungere la vetta vera e propria, seguire l’esile crestina rocciosa che collega le due punte: essa presenta un passo piuttosto delicato che abbiamo superato stando a cavalcioni della stessa. Dove la cresta si allarga, scendere verso destra con una doppia da 25 m alla cengia sottostante (chiodi in loco) e senza altre difficoltà salire il diedrino poco pronunciato che termina presso la vetta vera e propria (E’ possibile evitare questa discesa in doppia per proseguire ancora in cresta fino ad incontrare un curioso corno roccioso detto “corno del rinoceronte” ed utilizzarlo come ancoraggio per una doppia nel vuoto molto emozionante).
4/5 ore per la via.
Discesa
Dalla sommità si scende in arrampicata sul versante opposto (ESE), lungo rampe e diedrini (II grado) fino a raggiungere la calata che consente di arrivare a un intaglio. Da qui ancora in doppia e con facile arrampicata si perviene alla conoide che consente di raggiungere il sentiero per il Passo di Casnile e la Capanna Albigna, da cui si scende alla diga. 2 ore per la discesa alla funivia (tre abbondanti fino a Pranzaira)

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