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Avvicinamento e tempi complessivi
Si può salire ai Piani di Bobbio in cabinovia o a piedi e continuare per il Rifugio Lecco, indi imboccare il sentiero degli stradini, che consente di raggiungere i Piani di Artavaggio, raggiungibili a loro volta a piedi o in funivia. Se si perviene dai Piani di Bobbio l’attacco è collocato dopo la Bocchetta Pesciola e il bivio per la ferrata Pesciola, nei pressi di un valloncello, con spit d’attacco visibile e segno a vernice rossa, poco prima di una piccola scaletta metallica. Un’ora di avvicinamento utilizzando gli impianti (che diventano quasi tre se si parte dal fondovalle); due ore per la salita, due ore per la discesa.
Via
- 1° TIRO: Attaccare il muro verticale salendo in diagonale verso la fessura a destra, che si vince con un passo di forza ma ben protetto. Proseguire per alcuni metri su stretta cengia a sinistra, poi risalire direttamente la paretina successiva su ottimi appigli sino all’anello di sosta. Senza sostare, proseguire ancora a sinistra sulla vicina cengia erbosa raggiungendo la base di un diedrino strapiombante. Risalire il diedrino poi traversare a destra sino alla comoda sosta (40 m, 4a con passaggi di 5c).
- 2° TIRO: Dalla sosta attaccare la parete successiva piegando leggermente a destra. La parte iniziale è strapiombante, ma gli appigli sono più che abbondanti. Più in alto si aggira uno spigoletto a destra e, con minori difficoltà, si arriva al terrazzino dove si sosta (25 m, 5b e 4b).
- 3° TIRO: Tiro di collegamento. Superare una breve placca appoggiata, poi per infida cengia erbosa si sale verso sinistra verso la base del muro successivo, dove si sosta (25 m, max 3c).
- 4° TIRO: Tiro chiave e più interessante della via. Salire direttamente il muro, verticale, con appigli un po’ svasi, con difficoltà decrescenti nella parte superiore. Al suo termine, scavalcare un breve risalto e sostare poco oltre (25 m, 6a/A0 un passo e 5c).
- 5° TIRO: Nuovamente per cengia erbosa portarsi verso destra alla base di un diedro obliquo da destra verso sinistra e risalirlo completamente sfruttandoil suo lato sinistro (20 m, 4c).
- 6° TIRO: Orizzontalmente per cengia verso sinistra, sino ad un muretto con resinato alla base (rinviare lungo). Rimontare il muretto e piegare a destra al suo termine sino ad una sosta. Proseguire oltre ed affrontare i divertenti saltini di roccia successivi sul filo di uno spigoletto sino ad una bella placchetta. Sostare sulla comoda cengia al di sopra della placchetta (40 m, 4b e 5a).
- 7° TIRO: Per spigoletto via via più semplice ed appoggiato (roccia però delicata) si sale senza percorso obbligato sino ad un breve terrazzino erboso con l’ultima sosta (20 m, 3c).
Discesa
Sebbene siano attrezzate le calate lungo la via, sono sconsigliate per la presenza di blocchi e sassi, soprattutto nei tiri più alti. E’ preferibile continuare per cresta in direzione est, fino al canalone tra lo Zucco Pesciola e lo Zuccone Campelli, e scendere sul lato opposto (nord) per il Vallone dei camosci e quindi il Rifugio Lecco.

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