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Salita : Lasciata l’auto presso i parcheggi degli impianti di risalita invernali, ci si inoltra subito per tracce di sentiero nel prospiciente bosco sino a sbucare circa a metà della pista da sci che scende da Confin Basso. Raggiunta in seguito questa località (1961 m; 45 min), si prende in direzione N il sentiero ben marcato che conduce in traversata al Passo di San Bernardino. Scavalcato il costone che discende dal Pan de Zucher (Piz de Confin) ci si tiene il più possibile alti senza dover necessariamente toccare l’Alpe di Vigon (2125 m e che da nome alla vetta, ore 1,30 – 1,45). Si lascia così la traccia segnalata e si punta decisi verso l’evidente parete SE, compatta e colorata e preceduta da una ripida pietraia. Sul lato destro di tale parete (E) appare evidente un canalino-cengia che corre proprio sotto delle rocce strapiombanti. Al termine della predetta erta pietraia, si attacca la via all’incirca a quota 2300 m, la quale presenta un ripido obliquo (da E a W) su erba e roccette che comunque aiutano l’ascesa. Questa cengia termina presso un risalto roccioso impervio. Voltatisi a E (destra) un breve camino di ca 3-5 m di roccia buona (II) consente di superare questo salto e così di proseguire sempre da E a W su di un pendio ora meno ripido del precedente ed anch’esso contorniato da buoni appigli rocciosi. Si punta all’evidente anticima E che si raggiunge poco sotto il suo grande ometto. In seguito sul filo di cresta ci si cala brevemente ad un colletto e per l’esigua lama (passi di II) si tocca finalmente la sommità del Vigon (ometto più piccolo, ore 3 in totale).
Discesa : Ci si riporta con le dovute cautele (vista l’esposizione) sull’anticima E per poi seguire il più possibile il filo del costone NE (via normale a questa vetta) sino a toccare il sentiero che costituisce la traversata Confin Basso-Passo del San Bernardino. Con questo al punto di partenza (2h), oppure al Passo di San Bernardino.

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