Cresta Corti - Punta di Scais - Alpes Bergamasques - Italie

Cresta Corti

Altitude min / max1200m / 3039m
OrientationNO
ÉquipementSerie completa di friends, casco, picca, qualche eventuale chiodo, cordini.
Source

Details

Salita : Da Agneda, 1220m, si percorre la valle di Scais sul suo lato sinistro orografico lungo la strada sterrata nella piana prativa. Alla fine di tale piana conviene lasciare l’auto. La strada continua ripida con stretti tornanti, ma a tratti cementata, fino alla diga di Scais 1450m e per un altro chilometro sulla sponda sinistra orografica del lago. Sin qui si può arrivare pagando un pedaggio di 10 euro. Alcuni tornanti prima della diga un sentiero attraversa il torrente e si inerpica nel bosco fin alla diga stessa. Corre a mezzacosta sul lago e giunge a delle case nel bosco. Fin qui si può arrivare dalla sponda opposta seguendo il sentiero che si stacca dalla fine della strada e attraversa il fiume a monte su un ponte. Dalle case si segue il sentiero nel bosco e con alcune radure fino alle Baite di Caronno, 1650 m, in una verde piana. Si attraversa tale piana e si riprende la salita su un costone boscoso con conifere rade fino a sbucare verso i 1900 metri su uno spallone. Continuando si giunge al Rifugio Mambretti (2004m) posto in un punto panoramico, alto sul fondovalle. Dal rifugio proseguire per il sentiero segnalato a mezzacosta e anche in leggera discesa per etrare nel vallone superiore di Scais. Giunti al ghiaione nel centro della valle, risalirlo puntando all’evidente avancorpo della Cresta NordOvest della Punta di Scais (Cresta Corti), tra i ghiacciai di Porola (sinistra) e di Scais (destra). Attaccare cinquanta metri a sinistra dello spigolo sul lato del Porola. Risalire per un centinaio di metri le facile balze che sostengono l’avancorpo spostandosi leggermente a destra. Seguire fedelmente la fessura di destra delle due che solcano tutto l’avancorpo (6 filate di II/III-con chiodi e cordini sporadici alle soste). Giunti alla sommità dell’avancorpo seguire il filo della cresta che devia decisamente a sinistra. Qualche passo interessante di II-III si incontra. Ci si cala in due casi a degli intagli della cresta senza difficoltà. Dopo esser rimontati considerevolmente, superando eventualmente le difficoltà alternativamente sul lato destro o sinistro appena sotto il filo, ci si cala ad un evidente intaglio dal versante Ovest. Di qui o si segue la variante Giudici-Longo, che scesa per dieci metri sul lato destro, rimonta due placche con fessura (IV- e IV+), oppure, si traversa a sinistra per una piccola cengetta esposta fino ad un chiodo e un piccolo fittone nella roccia. Di lì si sale in verticale facendo attenzione alla roccia non sempre sana. Giunti alla fine del muro (molto esposto, 40m, IV-III, sosta su spuntoni) si prosegue fino alla vetta del Torrione Occidentale di Scais (2970m). Si prosegue sul filo, eventualmente sul lato Nord Est, con passaggi aerei. Superate nuove asperità, si giunge ad una selletta. Di lì si rimonta una placca facile sul lato destro e si giunge alla base delle placche inclinate e sovrapposte. Chiodo all’inizio. Si rimonta la rampa appena sotto il filo sul lato sinistro (IV) e si giunge su un’aerea crestina (sosta su spuntoni). Poco oltre il filo, su una placca rossastra sono presenti dei cordini da calata. Ci si cala per 7 metri da un tetto stando attenti alla corda che potrebbe tagliarsi sulle rocce per l’angolatura obbligata e ad atterrare sulla selletta (stare più verso nord). Rimontare l’elevazione successiva. Scendere leggermente sul versante nord. Proseguire in cresta pochi metri e calarsi decisamente (15 metri sul versante nord, fino ad una prima cengia ascendente, dalla quale scendere ancora ad una seconda cengia di sfasciumi più larga che porta (evitando molte asperità della cresta semipiana) ad una crestina ed una selletta alla base della sommità. Attaccare il muro finale sulla destra per inerpicarsi per un diedro che porta in vetta per lo spigolo sud. Croce.

Discesa : Dalla cima seguire la cresta sud, evitando le asperità sul lato est e giungere a monte della placca Baroni. Con una doppia da 25 metri (cordini) calarsi sul lato est poco sotto la selletta e seguire una cengia di rocce marce fino a delle placche che conducono facilmente alla bocchetta antistante il Torrione Curò. Da essa scendere a ovest pochi metri trovando i cordini per la doppia (terrazzino un po’ esposto). Con due doppie da 50 metri si giunge alle facili ghiaie basali (presenti anche cordini per doppie più corte). Dalle ghiaie scendere più o meno centralmente, fino a delle placche lisce da superare sul lato destro (scendendo) per un diedro-canale su rocce levigate. Giunti al ghiaione mettere piede sul ghiacciaio di Scais e seguire il centro del vallone fino alla giunzione col vallone di Porola (ometti) e rientrare al rifugio.

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