
Details
Accesso stradale: Da Bergamo imboccare la Valseriana e raggiungere l’abitato di Valbondione. Attraversare il paese oltrepassare la prima deviazione sulla sinistra che conduce al campo sportivo e dopo un centinaio di metri svoltare alla seconda deviazione a sinistra (indicazioni rifugi Coca e Curò). Proseguire lungo la strada asfaltata per circa 1 Km e giungere alla località di Grumetti dove, termina la strada e si parcheggia nell’apposito spiazzo.
Avvicinamento: Dal parcheggio (975 m) dirigersi verso la cappelletta per imboccare, sulla destra, un sentiero che si sviluppa dapprima ai bordi di un prato e poi dopo aver attraversato una stradina prosegue ripido nel bosco per ricongiungersi, a circa 1150 m, alla carrareccia che sale dalla contrada Beltrame. Proseguire ora sulla carrareccia che conduce al Rifugio Curò (1915 m). Volendo giunti a circa 1600 m di quota staccarsi dalla strada principale per risalire il ripido sentiero conosciuto con il nome di ‘scarico’ e che consente un approccio più veloce al rifugio. Il sentiero si sviluppa ripido sul dirupato fianco della montagna (alcune catene metalliche agevolano il transito nei tratti dove si trova ghiaccio nella stagione fredda) per poi passare tra cespugli di lamponi e ontani per ricongiungersi alla mulattiera poco prima del rifugio. Dal Rifugio Curò prendere a sinistra la stradina che a mezzacosta conduce al culmine del muraglione del Lago del Barbellino. Se possibile attraversare tramite la strada il muraglione oppure seguire il sentiero che porta alla base della diga. Giunti sul lato opposto della valle proseguire sul sentiero che conduce con un lungo mezzacosta ascendente in Valmorta e all’omonimo lago (2145 m). Dal lago inoltrarsi brevemente nella valle per poi, attraversato il torrente, risalire gli ampi pendii che conducono alla conoide nevosa posta alla base del canale ENE del Pizzo Coca.
Itinerario: Risalire la conoide con inclinazione regolare (40°) per Inoltrarsi nel canale (45°) e dopo circa 150 m superare un primo ripido risalto (75/80°, misto) di 7/8 metri (sosta a monte da approntare in una nicchia sul fianco destro). Continuare con percorso suggestivo (50°e brevi risalti più ripidi) sino ad un secondo risalto di misto (sosta a monte da approntare in una nicchia sul fianco destro). Dalla sosta traversare qualche metro a sinistra sotto lo strapiombino della nicchia in cui si è sostato per riportarsi nell’asse del canale che si segue senza particolari difficoltà (45°/50°) sino al colletto dove termina il canale. Per cresta, superando dapprima un breve passaggio più impegnativo in discesa e poi più facilmente, in breve si giunge alla vetta del Pizzo Coca.
Discesa: Per la discesa dalla vetta seguire la via normale che conduce alla Bocchetta dei camosci. Le difficoltà del percorso dipendono dalla quantità e dalla qualità della neve. Dalla Bocchetta del camoscio (2719 m) si offrono due possibilità: o si scende senza particolari diffeicoltà al Rifugio Coca e da qui a Valbondione, oppure si può ritornare al Rifugio Curò divallando verso la Valmorta. In questo caso scendere il primo tratto su ripido pendio nevoso (45°) oppure in caso di scarso innevamento su traccia di sentiero esposta. Abbassarsi poi per neve o sfasciumi per un centinaio di metri sino al bordo superiore di un breve tratto più ripido (attrezzata sosta per calata sul bordo sinistro). Si effettua una calata di una decina di metri e poi si prosegue la discesa su terreno ormai privo di difficoltà sino a reperire il sentiero che si abbassa con numerosi tornanti sino al Lago di Valmorta da cui poi si rientra a fondovalle.
Bella salita su ghiaccio e brevi tratti di misto che si svolge in una delle zone più remote e selvagge delle Orobie. L’itinerario è caratterizzato da un tratto basale costituito da un’ampia conoide nevosa moderatamente inclinata a cui segue il canale vero e proprio che con andamento piuttosto rettilineo conduce termina nei pressi della forcelletta su cui termina anche il canale NW che si sviluppa sul versante valtellinese. Le difficoltà della salita sono dipendenti dalle condizioni di innevamento, in Autunno quando l’innevamento non è così abbondante come in Primavera i tratti più ripidi risultano più impegnativi da superare, di contro l’esposizione a ENE suggerisce salite nel periodo autunnale od invernale.

Le texte et les images de cette page sont disponibles
sous la license Creative Commons CC-by-sa.

Télécharge l’appli Whympr pour voir cet itinéraire en 3D.
- Recherche d'itinéraires (100 000)
- Retours communautaire
- Prévision météo
- Bulletin d’avalanche
- Carnet de course
- Création de traces
- Carte topographique (dont IGN)


