Rifugio Marinelli Bombardieri - Tour CampoMoro > Carate-Marinelli > Bignami > Carate > CampoMoro - Rifugio Marinelli Bombardieri - Engadine - Disgrazia - Italie
Rifugio Marinelli Bombardieri - Tour CampoMoro > Carate-Marinelli > Bignami > Carate > CampoMoro

Rifugio Marinelli Bombardieri - Tour CampoMoro > Carate-Marinelli > Bignami > Carate > CampoMoro

Distance24500m
Altitude min / max1997m / 3079m
Durée1 jour
Type d'itinéraireBoucle
Équipement glaciaire nécessaire
ÉquipementMateriale da ghiacciaio non veramente necessario: l'intero percorso non presenta passaggi crepacciati. Possibile dover usare i ramponi, nel passaggio critico sopra il Vallone di Scerscen.
Source

Details

Da Campo Moro, passando dal rifugio Carate, poi Marinelli, sfiorando il Bignami, per poi tornare a Campo Moro, passando di nuovo vicino al Carate.

Da Campo Moro attraversare il lato S della diga e scendere per la stradina sotto il muro N della diga. Si perdono buoni 110m per andare a prendere il sentiero che porta all’Alpe Musella. La traccia scialpinistica della carta svizzera segna di seguire l’itinerario estivo, ma (a parte la perdita dei 110m di quota) è meglio prendere il sentiero più basso, in quanto più agevole e percorribile con gli sci. Arrivati all’Alpe Musella, dopo il ponticello nella piana prima dell’Alpe, cominciare a salire in diagonale per raggiungere la quota 2076m. Tenersi ad E della quota 2247m e proseguire per ampi pendii fino alla bocchetta delle Forbici poco sopra il rifugio Carate. Conviene togliere le pelli e far correre gli sci in diagonale fino al lago nella conca sotto il Marinelli (quota 2600m). In questo ripido traverso si trova uno dei due critici passaggi dell’intero giro: circa all’altezza del monumento degli Alpini (600m dopo la Bocchetta delle Forbici), c’è uno stretto passaggio sopra al ripido vallone dello Scerscen. Prestare molta attenzione! 😬 Arrivati al lago si ripella avendo perso una 50na di metri con qualche su e giù da scalettare. Per ampi spazi e finale rampa esposta ad E si arriva al Marinelli. Dal rifugio dirigersi verso il Passo Marinelli Orientale tenendosi a destra della quota 3041m. Dal passo, volendo si può salire alla omonima Punta Marinelli: aggiungere 100m di dislivello. Da qui comincia una delle due principali discese del tour. Tenendosi a sinistra della quota 3033m (1:25000) scendere per l’ampio vallone della Vedretta di Fellaria, fino ad arrivare allo stretto passaggio a 500m a N della quota 2829m. Qui si passa per il secondo critico passaggio del giro: la discesa fino a poco sopra il lago sotto il salto di roccia, è ripida (30-35°) e costellata di blocchi di ghiaccio che crollano dai seracchi dalla Vedretta di Fellaria. Passare rapidi! 😬 Proseguire in direzione SE passando sotto dei salti di ghiaccio ad E del Lago Fasso, cercando di non perdere terreno fino a circa la quota 2498m (1:25000). Si ripella per risalire il ripido pendio morenico per guadagnare la quota 2595m. Attenzione alla discesa all’Alpe di Fellaria: il pendio è ripido (35°), esposto a S e se c’è poca neve, affiorano i sassi. Arrivati al laghetto sopra la quota 2427m, si ripella per risalire alla Forcella di Fellaria per l’ampio vallone a N del Sasso Moro. Per la discesa prendere il vallone di sinistra, sotto la scritta rossa R.Carate (che si lascia distante) scendendo verso l’Alpe Musella. Da qui ci si ricongiunge con l’itinerario di salita, seguendo il sentiero che riporta sotto il muraglione della diga di Campo Moro (ricordarsi che c’è la salita finale di 110m 😬).

Giro molto panoramico in ambiente d’alta montagna e solitario. 😁 Attenzione soprattutto al primo passaggio critico che eleva la difficoltà (E2 - S4) dell’interno itinerario. Tour spezzabile in due giorni, dormendo comodamente al Marinelli-Bombardieri. Se fatto in giornata considerare orari, per non arrivare tardi sulla discesa sull’Alpe Fellaria dalla quota 2595m. In totale sono 24Km con 2000m di dislivello totali! 😉 Se si percorre l’itinerario in estate, si può puntare al Lago Fasso in discesa dalla Vedretta di Fellaria, passando a destra della quota 2829m (attenzione al passaggio su facili roccette subito fuori dal ghiacciaio).

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