Taxidi ton Argonauton (Sect. Roubicon) - Varasova - Greece

Taxidi ton Argonauton (Sect. Roubicon)

Main facingW
Gear Due corde 55-60 metri, 18 rinvii.
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Details

Avvicinamento

Prima di entrare nel villaggio di Kryoneri, superate le prime due case sulla destra, si raggiunge una villa di colore rosa, collocata sul lato sinistro. Si parcheggia e individuata un traccia non sempre marcata, si risale direttamente, tra pietraie e vegetazione spinosa, in direzione dell’attacco, facilmente individuabile per la presenza di un grande arco rovescio nerastro (sotto il quale iniziano anche Notios anemos e Spasmeno fterò). Scritta in vernice nera “Argonaftiki ekstrateia”

Via

Da completare… Vedere schizzo.

Discesa

Discesa Si può optare per due soluzioni, entrambe complesse, per cui non ci sentiamo di esprimere una preferenza. 1) in doppia lungo la via: tutte le soste sono attrezzate con anelli di calata. La vegetazione e la presenza di qualche blocco può rendere difficoltoso il recupero delle corde. Il tratto intermedio va percorso a ritroso, facendo attenzione nei brevi tratti di arrampicata. Almeno tre ore per rientrare alla base. 2) a piedi, lungo un sentierino solo a tratti marcato a bolli rossi e ometti, con alcuni passaggi obbligati e andamento tortuoso, richiedete intuito e cautela. Il vantaggio è dato dal fatto che si evitano le lunghe e laboriose calate e si ha una visuale competa sul gruppo montuoso e sull’habitat naturale. Sconsigliato se non si ha una certa abnegazione e capacità di sopportare, dopo una lunga salita, ancora un po’ di stress e di fatica. Percorso indicativo: dal termine della via si risale il crinale in direzione della sommità, verso nord, su blocchi curiosamente erosi. Oltre la sommità si digrada verso il colle che la separa dalla vera vetta culminante, assai distante, per sentierino ben tracciato a bolli rossi; lo si abbandona nei pressi del colletto stesso (grossa scritta ERVOS su una sasso), piegando in direzione sud ovest, verso un ampio vallone. La traccia dopo poco si fa incerta; ci si mantiene sul lato sinistro (faccia a valle) e alcuni ometti conducono in una valletta (anche qui ometti), fin sul bordo di una zona terrosa ripida e franosa. La si evita tornando a destra, sul crinale, scendendo per rocce facili ma taglienti, fino a aggirare la frana e rientrare nella valletta su menzionata (blocco con vernice rossa e qualche ometto). Scendere ulteriormente, senza farsi attirare dall’ampia valle sul lato destro (sempre viso a valle), fino a reperire un passaggio obbligato, che consente di scavalcare l’imponente crinale che contorna una parete rossa contraddistinta da grandi cavità. Superato un anfratto utilizzato dalle capre, si raggiunge il fondo della valletta e si aggirano sul lato sinistro idrografico le placche lisce, divallando per crinale erto, al termine del quale si traversa ancor più verso sinistra, entrando in un’altra valletta. Finalmente le tracce si fanno più marcate e i bolli più evidenti. Traversando ancora a sinistra si raggiunge l’attacco della via e di qui il parcheggio. Due ore e mezza dalla vetta, salvo imprevisti. [Nel 2009 ci viene segnalato che la via di discesa sarebbe stata marcata a bolli rossi]

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