Pizzo Stagno - Punta Sergio - via DDT - Pizzo Stagno - Ticino Alps - Goms - Italy
Pizzo Stagno - Punta Sergio - via DDT

Pizzo Stagno - Punta Sergio - via DDT

Min / max altitude1100m / 2000m
Duration1 day
Main facingNW
Route typeReturn the same way
GearMateriale: 13 rinvii, due corde da 60 m, 2 friend piccoli o qualche nut.
Source

Details

Premessa: Punta Sergio fa parte della dorsale del Pizzo Stagno.

Avvicinamento: Da Malesco imboccare la strada per la val Loana e raggiungere con l’auto la località Fondi Ghebbi (fine della strada), dove ci sono due grossi parcheggi. Da Fondi Ghebbi attraversare il torrente e seguire i cartelli con indicazione Bocchetta della Cavalla/ Pizzo Stagno. Il sentiero è abbastanza evidente fino all’Alpe Cavalla e di qui, seguendo traccia e ometti evidenti, si raggiunge la bocchetta di Cavalla (1840m s.l.m.).

Dalla bocchetta imboccare una traccia esile che inizia circa 10-15 metri sotto alla bocchetta e sulla sinistra (attraversa cespugli di rododendri). All’inizio la traccia è evidente, dopo circa 15 minuti di cammino la traccia diventa esile e (noi) l’abbiamo persa. Comunque si deve attraversare in leggera discesa e poi con una piccola risalita raggiungere la base della parete (circa 2 ore dal parcheggio). Si tenga presente che per arrivare all’attacco ci sono due possibilità: esiste una traccia prossima alla base delle pareti oppure un itinerario segnato da ometti che attraversa il ghiaione alla base delle pareti.

Attacco: la via attacca nella prima parte della placconata, arrivando da sinistra, proprio all’imbocco del canale. E’ visibile un primo chiodo rosso con un cordino a circa 8-10 m da terra.

Discesa: in doppia dalla via (ben attrezzate e filanti) oppure raggiungere per cresta il Pizzo Stagno e scendere sulla dorsale nord che porta alla bocchetta della Cavalla (non conoscendo la zona abbiamo preferito fare la discesa in doppia).

Riforimento d’acqua: presenza di diverse fontane, l’ultima all’Alpe Cavalla. Dopo un temporale L5 rimane bagnato.

Descrizione dei tiri (tranne L4 che è più corto, tutti da circa 50m): L1 6a+ partenza in diedro-placca e successii due strapiombini. Visto il primo chiodo alto, e lo stile a noi non abituale, abbiamo protetto con due friend. Inoltre tutti i passi per risalire i risalti richiedono una certa energia. Tiro impegnativo nel complesso L2 5c placca delicata con chiodatura lunga. L3 5b placca più facile della precedente, con run out finale per arrivare in sosta di 12m (comunque sul facile) L4 6a placca.Tiro non difficile ma sicuramente psicologico per la compattezza della parete. Al penultimo spit c’è rimasto in mano un appiglio netto, ora è un pòchino più laborioso, con passo sbilanciante a 1 metro dallo spit. L5 6b partenza su tacchette con roccia bagnata e coperta di muschio.Dopo i primi 4 chiodi, abbastanza ravvicinati, si riprende con la chiodatura tipica della via. L6 6a placca su roccia lavorata

Via a tratti su roccia molto bella e a tratti su roccia rotta. In quasi tutti i tiri abbiamo trovato lame o croste da tenere che “suonano vuoto”. Ambiente selvaggio (nessuna copertura GSM) e abbastanza solare. Non infrequente trovare sassi instabili lungo l’itinerario di salita.

A luglio la parete va al sole intorno alle 11

La parete è estetica ma, secondo noi questo è un itinerario su cui non mettere molte aspettative , altrimenti si potrebbe rimanere delusi. E’ bella l’escursione nel suo complesso, considerato l’avvicinamento e i panorami.

Da L4 gli spit iniziano ad essere un pò ruggini, mentre sotto è tutto luccicante. Per noi L5 è 6b obbligato e non azzerabile.

La chiodatura distanziata, sebbene siano tiri da 50m, non la rende una via plaisir: richiede sempre una bella attenzione e una capacità di lettura della roccia.

Attenzione che in agosto potrebbe essere obbligatorio lasciare la macchina a Malesco e prendere una navetta, informarsi prima su orari ed effettiva presenza.

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