Details
- L1: Si parte una ventina di metri a dx del nevaio in un canalino, primo spit con maillon a circa 5m. Si segue il canalino con facile arrampicata (II, alcuni spit) fino a una forcella sulla cresta (in totale 25m, sosta su spit collegati).
- L2: Partenza con un passo di IV subito sopra la forcellina, poi più semplice sul III a sx del filo (30m, 3-4 spit, sosta su spit collegati).
- L3 sempre sui 30 m, più discontinua ma con divertenti passaggi di III-IV, protetti (sosta su spit collegati).
- L4: Da qui c’è una sezione più irregolare dove si scala sempre a sx del filo praticamente a lato delle cenge della normale, arrampicata sul II con alcuni bei passaggi di III.
- L5: Ci si sposta con un traverso a dx in piena esposizione sulla parete S, si supera in diagonale un salto di 4m di IV e quindi ci si sposta ancora a dx verso un diedrino. Sosta a sx su una comoda cengia
- L6: Con un ultimo saltino si riprende il filo e in breve si raggiunge l’intaglio sulla parete S da cui arriva la via Ottoz (sosta qualche metro sotto ben visibile). Sosta poco oltre con cordino azzurro su una comoda piattaforma.
- Si prosegue sul divertente filo di cresta, con alcuni passi di aderenza ed un ultimo esposto ma protetto aggiramento a dx di un gendarmino.
- Ultima lunghezza (35-4om, eventualmente divisibile in 2 tiri, soste a 20 e 15m), IV+ (5b secondo la relazione del Rifugio): si sale una placca con andamento da dx a sx e poi di nuovo a dx. Si oltrepassa una sosta con cordoni (facoltativa) e quindi si supera un diedrino con uscita a sx, raggiungendo una comoda cengia.
Per la vetta si segue la cengia in discesa a sx per circa 10 m, poi si risale una placca bianca (III+, fix) fino ad un enorme strapiombo dove è collocata la prima sosta di calata (dall’attacco 2,5-4h). Per la cima nord si prosegue senza difficoltà tra i grossi blocchi sulla sx.
Discesa:
Si torna facilmente all’ultima sosta sotto il grande strapiombo. Da lì una breve calata di 15-20m riporta alla cengia dell’ultima lunghezza. Da qui o calata da 40m (sosta a sx faccia a monte sull’orlo della cengia, 2 fix con anelli di calata) o calata lungo l’ultimo tiro della Ottoz che si è salito (1 da 40m o 2 15+20m, sosta a fix collegate con cordino). Si prosegue in discesa lungo la cengia a dx (faccia a valle) fino a reperire una sosta di calata ad anelli (più o meno sotto la direttiva del camino della normale).
Da lì 6 calate sullo stesso asse da 25m (3/50m) ben reperibili, tutte su fix con anelli, attenzione ai sassi sulle varie cenge. Eventuale ultima calata su fix con anelli non collegati qualche metro sulla sx (faccia a monte, presente anche un fix singolo con maillon) una decina di metri sopra il nevaio per evitare la parte iniziale di questo, ripida.
Da qui:
1. Si tiene il lato dx (direzione di marcia) della pietraia e si scende (ometti e bolli gialli) per reperire una sosta su fix per calarsi sul ghiacciaio dello Chatelet (1 calata da 60m, oppure 3 da 25m). Il gh. non è ripido e si scende facilmente a patto che la neve abbia mollato per bene, altrimenti utili i ramponi. Dal termine del gh. si intercetta il sentiero che sale agli Eccles e si rientra al Monzino.
2. Si ripercorre a ritroso il percorso fatto all’andata disarrampicando sul facile zoccolo basale (eventuale breve calata o sicura nel breve muretto di III).

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