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I Viàz sono percorsi su cengia scoperti in passato dai cacciatori di camosci. Il termine è dialettale, ed esiste solo sulle Dolomiti bellunesi.
Tuttavia in questo itinerario il termine Viàz sussiste nonostante esso sia stato scoperto e percorso per la prima volta da P. Sommavilla, C e M. Angelini, G e F. Arrigoni il 03/10/1965.
Dal Passo Duràn 1601m seguire la prima parte del sentiero n.536 (Anello Zoldano), fino al ghiaione basale del versante NNO della Cima dei Gravinai 1700m. Qui la cima ha un ampio zoccolo inclinato in gran parte rivestito dalla vegetazione. Si continua a salire con percorso evidente e si supera anche un canale inclinato roccioso. Si sale ancora fino ad una fascia di cengioni dove la vegetazione finisce. Di qui comincia il Viàz.
Per lastre e tracce di sentiero su cengie si superano tre canaloni imbutiformi. Mai difficili. Nell’ultimo ci sono alcuni passaggi esposti di I e II. Roccia un pò unta dai numerosi passaggi. I canaloni si chiamano in ordine: Canalone di Cima Gravinai, Canalone di Cima N di S.Sebastiano e Canalone di Cima Livia. Dopo il terzo canalone, mantenendosi in quota, si giunge ad una spalla rocciosa alla base del Coston di Caleda. Da qui, ampia vista sul gruppo dei Tàmer. Si prosegue ora la traversate sul versante del Van di Caleda. Bisogna abbassarsi su roccette (II) e poi tenersi in quota su fasce detritiche per poi raggiungere la bella sella di pascolo di quota 2190. 3/3.30 ore

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