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Salita
Dal passo di Campogrosso si scende lungo la strada per Obra perdendo meno di 100 m di dislivello, giunti al ponte si pella e si risalgono i vasti pendii in direzione SW in cui confluiscono quelli del Giaron della Scala, del Pra dei Angeli e del Boale dei Fondi. Si sale prendendo quota moderatamente e progressivamente verso SW attraversando la base del pendio del Pra dei Angeli per raggiungere l’attacco di quelli del Boale dei Fondi. Il terreno del Boale è da subito sostenuto, poco oltre la deviazione per la Sella dei Cotorni si abbandona il ramo del Boale che prosegue verso Cima Mosca per spostarsi verso sinistra (direzione di marcia) puntando verso torre Giordani presto si aprirà alla propria destra salendo l’altro ramo del Boale che si segue tenendosi preferibilmente sulla sinistra orografica. A circa 1850 m di quota si mostra verso S lo stretto intaglio della Bocchetta dei Fondi, m 2015, al vertice di un ripido pendio canale di circa 100 o poco più metri di dislivello che in caso di neve molto dura è meglio superare a piedi. Dalla bocchetta scendere dal versante opposto in direzione S-SW (dir. Campogrosso-rif. Scalorbi) sino a quota 1830 ca., quindi si ripella per risalire il vallone della Teleferica sino al rif. Fraccaroli da dove in breve lungo il versante sud è possibile accedere, sci ai piedi, alla croce di vetta del Carega.
Discesa
Per l’itinerario di salita; esistono molte varianti interessanti.
I punto chiave della gita è il canalino per raggiungere la Bocchetta dei Fondi che ritengo abbia un’inclinazione tra i 35 e i 40°; la neve in uscita spesso risulta dura se non gelata a causa anche delle derapate di chi scende sciando. Tutta la parte alta del Boale risulta comunque piuttosto sostenuta.

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